BARGONI

Galleria

COLLEGIO ALBERONI

Mostra evento Religo

Giancarlo Bargoni a confronto con i capolavori

 del Collegio Alberoni

Evento culturale in tre sezioni

14 grandi croci di colore dipinte da Bargoni ed esposte nella Galleria degli Arazzi in un allestimento originale.

 

Una serie di opere recenti del pittore appese nelle sale del museo accanto alle opere antiche della collezione a dimostrare la continuità tra la pittura antica e quella contemporanea; fra queste una accanto all’ “Ecce homo” di Antonello da Messina,una accanto al “Bicchiere con fiori entro una nicchia” del pittore fiammingo Jan Provost e un grande trittico nella Biblioteca monumentale.

 

Due sale interamente dedicate alle opere più recenti del pittore.

Di tutto questo è testimonianza il libro-catalogo con testi di Padre Erminio Antonello, di Bruno Bandini e di Brenda Bacigalupo.

inaugurazione della mostra

Hanno parlato dei diversi aspetti dell’evento: Giorgio Braghieri  (del valore  e della disponibilità storica del luogo espositivo), padre Erminio Antonello (del senso delle Croci di colore di Bargoni in rapporto alla teologia e all’iconologia della Croce), Bruno Bandini (del significato storico ed estetico delle opere contemporanee nel contesto museale), Arnoldo Mosca Mondadori

e Giangiacomo Schiavi (del valore simbolico dell’esposizione temporanea della Croce di Lampedusa), Carlo Michelotti (dell’importanza dell’investimento culturale).

A Piacenza

In San Giovanni in Canale

Nella Chiesa di Santa Franca

In Duomo

La chiesa, con la sua storia intensa di avvenimenti e trasformazioni, testimonia lo sviluppo di Piacenza da comune medievale fino ai recenti esiti urbani. Fondata dall’ordine domenicano, riflette, nella spazialità ampia e luminosa, il carattere fondativo dell’ordine.

Il recupero delle periferie urbane passa anche necessariamente attraverso la riqualificazione architettonica e culturale di alcuni luoghi

dove la collettività possa incontrarsi, aiutarsi

e riconoscersi. La moderna chiesa di Santa Franca è spaziosa, con un’unica grande navata e un tetto a ventaglio con travi di legno lamellare a vista.

La cattedrale rappresenta, fin dal Medio Evo,

il monumento più significativo

 della comunità; raccoglie e conserva le testimonianze della sua cultura, è il luogo dove, attraverso i riti e la memoria, la collettività si riconosce e si identifica.