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Il n’est pas indifférent que Giancarlo Bargoni expose chez Protée. La parenté avec d’autres peintres de la galerie n’est pas évidente. Et pourtant, il ne pouvait être que là. Passée cette affirmation, il paraît naturel de la justifier...
(Michel Faucher)

La pittura è diventata esperienza totale e Bargoni ha individuato in piena sicurezza la struttura del suo linguaggio personale.
"La peinture comme l'expression de la couleur avec l'appui de la matière pourrait résumer le propos. L'unique obsession est l'extraction du plus profond de la couleur de résonances mystérieuses, de sonorités étranges, d'impressions que seule la couleur peut suggérer".
(Michel Faucher)

Bargoni dipinge "restituendo alla superficie pittorica una densità enigmatica, musicale, voluttuosa: ebbene, tra questi elementi, tra queste fasi, non c'è soluzione di continuità, non si dà frattura...
Bargoni ha raggiunto una profondità ed un stabilità invidiabili.
La stabilità e la profondità del senso della pittura, vale a dire della sua inesauribile sensitività, della sua ineludibile sensualità, della sua fisicità immateriale". (B.Bandini)

In questo periodo "escono le tele a grandi dimensioni: e sono le misure preferite da Bargoni entro i cui dilatati confini si può esprimere tutta la libertà del gesto". (G.Cavazzini)

"Dall'esperienza dell'informale, ma anche da quella della pittura analitica (le due fonti di cui si alimenta il suo lavoro, che però le supera entrambe) Bargoni ha colto la sua lezione più importante.
Quella di un'arte che non si riduce a teoria, ma che continuamente traduce il pensiero in colore, il pensiero in luce". (E.Pontiggia)