"...nelle ultime opere...si evidenzia quasi il giro circolare del colore (appunto il divenire poematico) : i grigi, il rosso, il nero, il bianco, i gialli, il blu. L'ordine potrebbe essere invertito, rovesciato, interrotto, certamente ampliato...C'è in questi grigi di oggi una frontiera perfino verso una cultura orientale. Sembrano essere sottratti a quella tematica dell'assenza (io e universo, tempo e simbolo). C'è una temporalità più spoglia di centralità umanistica, dilatata in un sottile racconto interno di luci, di viaggi, di veli del tempo. Si potrebbe continuare con la spietatezza del rosso, una versione quasi espressionistica del nero, la malattia del bianco, una sorta di sottile perversità soprannaturale ( l'espressione è acutamente di Roland Barthes) dei gialli...E' il ritmo irreversibile e irripetibile della pittura, nella ciclicità di spazio e tempo, del giorno e della notte, volontà e abbandono, memoria e oblio".
(S.Crespi)