






 |
« Bargoni a ravi les Lyonnais amateurs de peinture. Son lyrisme a convaincu. Bargoni est présent dans l'univers de la peinture depuis des décennies. Il côtoya le généreux Jacques Doucet, membre français du groupe Cobra qui exposa dans la même galerie que lui à Gênes. Bargoni ne connaît pas le doute. Il peint dans la certitude. Il a cherché. Il a trouvé sa manière. Il compte déjà de nombreux disciples. Son passage à Lyon déclencha des vocations tardives de disciples de l'abstraction lyrique. Un mot doit être prononcé pour bien évoquer l'art de Bargoni. C'est le mot lumière. Toute la rencontre de Bargoni avec la peinture est contenue dans cette transmission de la lumière transcendée, irradiante, à son intensité, comme disait le petit père Cézanne. » (Alain Vollerin)
"Da sempre Giancarlo Bargoni si misura con la fisicità del colore che si espande e fluisce nel gesto vitale del dipingere, ogni scelta formale è legata al continuo trasformarsi della materia dentro lo spazio-corpo della pittura, attraverso slanci improvvisi e tumulti interiori che si generano in modo imprecisabile nelle strutture fluide della memoria.
E' proprio questa dimensione non misurabile a coinvolgere lo sguardo dentro la voragine del profondo, a far sentire il fragore dell'immagine che l'artista rivela toccando l'ombra e la luce del visibile, il fuoco e la cenere di una materia sconfinata e tangibile.
Pittura d'azione e d'emozione, pittura fatta di slanci e di concentrazione, pittura mobile e assorta entro il proprio interno fluire, questo è il denso campo di possibilità che l'arte di Bargoni esplora ancor oggi, lasciando a se stessa margini inequivocabili di sviluppo, testimone diretta di una vitalità che non conosce chiusure.
Di fatto, l'atmosfera di queste nuove opere nulla concede alle misure equilibrate del fare, il gesto mette allo scoperto il disgregarsi del colore, immette nuovi impulsi nella materia-carne della pittura, luce dinamica che si accende dentro il velo fantasmatico dell'oscurità.
"Falce di luce" è tutto questo e altro ancora, indica la volontà di fermare lo sguardo nel punto attraversato da onde sovrapposte, nucleo scosso da sussulti interni, visione dominata da automatismi senza confine, filamenti e coaguli che coesistono, come per un miracolo inatteso" (Claudio Cerritelli) |